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M.G.A. ?

15/12/2009

 

M.G.A.

 

Metodo Globale Autodifesa

 

Il Metodo Globale Autodifesa è un programma tecnico multidisciplinare capace di garantire un metodo di autodifesa affidabile e professionalmente corretto, frutto di un profondo studio effettuato da un “gruppo di lavoro”.

 

L’ MGA non è una disciplina sportiva e deriva dalle arti marziali nipponiche pertanto, è costruito nel rispetto del principio della cedevolezza, strategia che si concreta nell’assecondare i movimenti del’aggressore per rivolgere contro di lui la sua stessa forza.

E’ basato su un programma semplice ma allo stesso tempo articolato, costruito sull’insegnamento di poche tecniche fondamentali che possono essere utilizzate in più situazioni. Approfondendo l’esame tecnico, è evidente che la sua costruzione è stata concepita eliminando tutto ciò che presume l’applicazione violenta della forza fisica.

L’ MGA è un sistema costruito esclusivamenta sul concetto di difesa finalizzato al controllo dell’aggressore utilizzabile da chiunque voglia imparare a difendersi in maniera ottimale attraverso lo studio di un metodo facile da apprendere e che trovi un’applicazione reale nell’espletamento nella vita quotidiana.

L’ MGA è rivolto a tutti coloro che chiedono un valido strumento per la propria autodifesa e motivate dal desiderio della prevenzione, comprendere il grado di pericolosità della situazione in cui può trovarsi la nostra persona riducendo al minimo i rischi.

L’MGA prevede tre livelli specifici di addestramento:

  • il 1° livello prevede un’allenamento di base finalizzato alla difesa dalle principali aggressioni più comuni con tecniche semplici e di facile esecuzione;
  • il 2° livello è destinato a coloro in grado di apprendere tecniche più evolute e concatenate, capaci di sostenere un carico di lavoro maggiore e specifico;
  • il 3° livello è riservato specificatamente alle “Forze di Polizia”e prevede lo studio di tecniche di autodifesa integrate con le Tecniche Operative Speciali.

 

Proprio la difesa legittima, come prevista dal diritto penale, rappresenta il principio ispiratore dell’MGA che è un metodo costituito esclusivamente dal concetto di difesa. Perciò l’esigenza giuridica viene tutelata nella misura in cui, il praticante, conoscendo le tecniche su cui è basato il metodo ed applicandole nella maniera dovuta, agisce nella piena legalità giacchè le stesse oltre che rientrare tra le cause oggettive di giustificazione del reato, definite anche scriminanti, nella generalità dei casi non lasciano tracce o segni di forza per il fatto che tutto il metodo è costruito esclusivamente sulla difesa e sulla capacità di controllare l’aggressore.

Bisogna tenere conto che la difesa da un’aggressione, contrapponendo la propria forza fisica unitamente alle tecniche di autodifesa, è regolamentata da alcuni articoli del codice penale che vengono trattati ed approfonditi durante lo svolgimento dei corsi di MGA.

Particolare importanza, inoltre , è dato alla psicologia applicata all’autodifesa. Infatti con l’aiuto di esperti dottori viene fatta una indispensabile analisi degli aspetti psicologici, approfondendo lo studio sull’aggressione stessa, sull’aggressore e sull’aggredito.

 

Le innumerevoli esigenze provenienti dalla società in cui viviamo hanno spinto tecnici del settore delle arti marziali ad unire la loro esperienza formando un gruppo di lavoro per promuovere un programma di Auto difesa. Il così detto METODO GLOBALE di AUTODIFESA(MGA).

La gente si avvicina agli sport da combattimento in generale per motivi personali, per il solo fatto di volersi sentire più sicuri o per semplice curiosità.

Questo Metodo si adegua ad ogni tipo di praticante senza distinzione di età, sesso, taglia fisica e dalle condizioni fisiche più disparate, tenendo presente che nella maggior parte dei casi mancherà una esperienza sportiva pregressa, sviluppando comunque destrezza e abilità facendo prevalere la capacità tecnica e tattica del praticante.

La nostra attività lavorativa rientra tra le categorie professionali definite “a rischio” e quindi sentiamo il bisogno e il dovere di imparare a difenderci.

Sicuramente una forma di condizionamento va ricercata nell’immagine distorta delle arti marziali che molta gente si è fatta attraverso mass media, film, video amatoriali ecc, in cui le discipline marziali vengono proposte in forma eccessivamente violenta, spettacolare e inverosimile lontana da una applicazione reale e alla sola portata di specialisti.

Come nelle arti marziali anche questo metodo attraverso una forma di addestramento cercherà di evidenziare il concetto di autodisciplina e autocontrollo. L’MGA infatti si basa sul principio della flessibilità e cedevolezza per assecondare i movimenti e rivolgere contro l’aggressore la sua stessa forza.

L’insegnamento di questo metodo non garantisce l’imbattibilità, ma sicuramente può dare la preparazione sufficiente a ridurre i danni fisici conseguenti ad una aggressione che altrimenti potrebbe essere subita passivamente.

Qualora noi fossimo costretti a ricorrere alle tecniche di autodifesa contro una aggressione dobbiamo ben conoscere alcuni elementi di diritto penale.

Proprio la difesa legittima, come prevista dal diritto penale, rappresenta il principio ispiratore dell’MGA che è un metodo costituito esclusivamente dal concetto di “difesa” e che utilizza prevalentemente tecniche di controllo dell’aggressore.

Dobbiamo tenere presente che chi si difende da una aggressione non acquisisce automaticamente il diritto di reagire con la forza e senza alcun limite, ma la difesa può essere tale solo se si realizzano le condizioni richieste dall’art.52 C.P.

La difesa legittima prevede:

  • La necessità di difendersi (fuga o altro);
  • L’inevitabilità in altro modo del pericolo (no fuga, no polizia);
  • La proporzionalità tra difesa ed offesa.

Per non incorrere nell’eccesso colposo previsto dall’art.55 C.P.

Quindi la norma penale prevede l’esistenza contestuale di tre elementi:

aggressione ingiusta, reazione legittima e proporzionalità.

Nell’addestramento si dovrà lavorare per abituare i praticanti a controllare sempre la propria emotività anche in momenti di crisi per poi reagire dopo una attenta valutazione della situazione, del luogo, dell’aggressore e ai mezzi offensivi che si utilizzano.

La reazione ad un agente stressante è individuale. Ciò che può essere costruttivo per una persona può essere distruttivo per un’altra quindi l’allenamento sarà finalizzato ad una reazione costruttiva al pericolo e al suo manifestarsi. La paura infatti è una reazione naturale e automatica al pericolo, ma il coraggio è la capacità di reagire in condizioni di paura.

One Comment leave one →
  1. corrado permalink
    27/12/2009 09:46

    complimenti per il lavoro che state realizzando,spero che tutto questo passiate trasmetterlo……

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